"Uno sguardo sull'Abbazia": una mostra per Nonantola

on . Postato in Modena

Una mostra-mercato con fotografie raffiguranti vedute particolari sull’Abbazia di San Silvestro I Papa di Nonantola è organizzata in collaborazione con volontari della Parrocchia di Nonantola ed il Museo Benedettino e Diocesano. Lo scopo è di raccogliere fondi per il recupero dell’Abbazia, ferita dai terremoti della scorsa primavera. L’inaugurazione, alla presenza del Priore del Capitolo della Basilica e di altre autorità del paese, è in programma per Sabato 15 Dicembre alle 11.00 presso il porticato dell’ex chiostro monastico, a fianco dell’Abbazia, con accesso da Piazza Caduti Partigiani 6 o dal Museo Benedettino e Diocesano (Via Marconi 3).

   La mostra ospiterà 40 scatti suggestivi realizzati da Gian Luigi Fiorini, nonantolano poi trasferitosi in Francia per lavoro, ma profondamente legato alla storia del proprio paese d’origine. I visitatori potranno scegliere lo scatto che più preferiranno ed acquistarne in seguito la stampa tramite il museo, contribuendo in questo modo ai lavori di restauro della basilica romanica.

La mostra resterà aperta fino al prossimo 13 Gennaio. Gli orari di visita sono circa gli stessi del Museo Benedettino e Diocesano (martedì-domenica 9-12,30, sabato e domenica 15-18,30).

L’iniziativa gode del Patrocinio del Comune di Nonantola e della partecipazione dell’azienda “Gavioli Antica Cantina Srl”.

Per informazioni, rivolgersi al Museo Benedettino e Diocesano - Via Marconi 3, tel. 059.549025, email  museo@abbazia-nonantola.net   o visitare il sito www.abbazia-nonantola.net

 

 

Uno “Sguardo sull’Abbazia” di Gian Luigi Fiorini

Passare una vita lontano dalle proprie origini, paradossalmente, rinforza le radici. Radici affettive e radici culturali. Modena, Nonantola, Ravarino sono per me, da sempre, punti di riferimento essenziali. Un “italiano con un passaporto francese” è la definizione che ho l’abitudine di dare di me stesso.

E’ nelle campagne del nonantolano che ho passato una parte della mia infanzia, in un contesto familiare straordinario, caratterizzato da un amore ed una solidarietà che non ho più avuto l’occasione di ritrovare altrove. Gli studi ed il lavoro mi hanno allontanato, ma niente e nessuno è mai riuscito a dissolvere il legame che mi ha sempre tenuto, e che continua a tenermi, vincolato alla mia famiglia ed a questa terra.

E’ nella cripta dell’Abbazia che quarant’anni fa ho celebrato il mio matrimonio. E’ stato il compimento di un sogno. Certo, da allora, ho avuto più volte l’occasione di venire in Abbazia ma un rapporto intimo, un momento di incontro con questi mattoni millenari mi mancava. Sono desolato che questo “incontro” si sia fatto in un contesto così drammatico.

Qualche ora passata in questi interni feriti, a scrutare le luci, le architetture, i dettagli, permette al pensiero di vagabondare in un passato lontano. Difficile non pensare a quegli uomini e quelle donne che mille anni fa impilavano mattoni o scolpivano i marmi. Difficile non pensare alle migliaia di migliaia di persone che, come me, hanno varcato la soglia e si sono ritrovati immersi nella spiritualità che si sprigiona da queste mura. Tutto questo unisce!

Il terremoto ha eretto una barriera fra i nonantolani e la loro Abbazia. Il momento è certo difficile per tutti coloro che passano davanti al portone chiuso. Questa situazione fa nascere la voglia di aiutare, di condividere, di attirare l’attenzione. Ad ognuno di farlo con i mezzi di cui dispone.

Uno “Sguardo sull’Abbazia” è un atto di riconoscenza verso la mia famiglia e verso coloro che ci hanno dato l’Abbazia; un atto di amicizia e di speranza verso quelli che considero “compaesani”. Uno “Sguardo sull’Abbazia” è un atto di amore, sincero, verso quella che considero la mia terra.