150 futuri volontari a Marzaglia: come si entra nella Protezione Civile?

on . Postato in Modena

Si è svolto lunedì 9 luglio a Marzaglia, presso il Centro Coordinamento Soccorsi della Protezione Civile di Modena, un incontro della Consulta Provinciale di Protezione Civile in collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato di Modena e 150 aspiranti volontari a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Obiettivo della serata capire che cos’è la protezione civile e come potersi impegnare concretamente nella Bassa colpita dal sisma.
di Chiara Tassi

Che cos’è la Protezione Civile?


In caso di emergenze, i volontari di Protezione Civile sono chiamati ad intervenire a supporto degli Enti che effettuano l'intervento tecnico urgente (Vigili del Fuoco, Magistrato per il Po, ecc.) e di assistenza alla popolazione, devono partecipare ad interventi di prevenzione (ad esempio controllo degli argini e sorveglianza ambientale) nel territorio comunale ma anche ad interventi a supporto dell'Amministrazione comunale o della Prefettura per microemergenze od altre iniziative.
In caso di calamità (ma anche "in tempo di pace") è infatti determinate l'apporto del volontariato, al quale gli enti pubblici preposti riconoscono uno specifico ruolo, codificato in procedure di allertamento e di intervento vincolanti per le associazioni. Prefettura e Amministrazione Provinciale hanno così a disposizione anche la risorsa del volontariato per intervenire in favore del territorio e delle popolazioni.

Nella provincia di Modena è nata poi la Consulta provinciale di Protezione Civile, organo di collegamento che raggruppa 37 tra enti ed associazioni che si occupano in qualche modo di protezione civile. Le associazioni presenti nella Consulta sono eterogenee: dal volontariato sanitario a quello specialistico in radiocomunicazioni, da quello di tutela e difesa del patrimonio naturale e floro-faunistico a quello di alcune discipline sportive specialistiche (immersioni subacque, deltaplano, volo a vela, paracadutismo, guida fuoristrada), a quelle cinofile, a quelle d'arma, a quello educativo con minori e adulti, a quelle nate specificamente per la protezione civile su sollecitazione dei Comuni.

L’emergenza terremoto. Come diventare volontari di Protezione Civile

La Protezione Civile ha allestito, nel corso di questa emergenza in Emilia, diversi campi di accoglienza sulle zone colpite dal terremoto in cui ospitare gli sfollati che, a causa della scosse, hanno la casa inagibile. Per poter prestare servizio volontario nei campi gestiti dalla Protezione Civile è necessario iscriversi ad una delle 37 associazioni che fanno parte della Consulta (clicca qui per vedere l’elenco) ed avere completato un iter formativo che solitamente ha una durata di 25-28 ore. Nel caso dell’emergenza Terremoto in Emilia la Consulta propone un percorso formativo breve (di 6-8 ore) che si concentrerà sulle spiegazioni di base relative ai compiti della protezione civile in caso di terremoto.

Importante l’appello lanciato agli aspiranti volontari da Alberto Piacentini, responsabile della formazione della Consulta: “Ci servono volontari attivi da subito, ma prevediamo che ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti: l’emergenza in Emilia è destinata a durare ancora per molti mesi”.

Volontari: le necessità nei campi gestiti dalla Protezione Civile

Ci sono alcune figure, in particolare, ed alcune mansioni che sono più richieste delle altre all’interno dei campi. A fare un elenco, lunedì, è stato Giorgio Berni, vicepresidente della Consulta: “Al momento le figlure maggiormente richieste sono addetti alle pulizie e alla manutenzione del campo, addetti alla sicurezza e cuochi per le cucine da campo”.

Ai volontari che decideranno di impegnarsi nel servizio sul posto si richiede la disponibilità per una giornata intera o più giornate consecutive (soprattutto infrasettimanali). Per i lavoratori che decidessero di prestare servizio sulle aree terremotate è possibile usufruire dell’articolo 9 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 194/2001 (clicca qui per avere maggiori informazioni).

Non ci sono limiti di età, per diventare volontario di protezione civile, tanto più che  la Regione Emilia Romagna ha creato una sezione di volontari dedicata ai minori (a partire dai 16 anni).

E per chi volesse fare altro: il CSV

Il CSV di Modena è un ente istituito dalla legge 266 del volontariato con la finalità di sostenere, supportare e qualificare le associazioni della Provincia di Modena. Per chi volesse offrire la propria disponibilità a fare qualche ora di volontariato nei territori colpiti dal sisma, il CSV di Modena raccoglie le adesioni tramite la scheda da compilare presente su questo sito (clicca qui per compilare la scheda).
In particolare sono stati individuati alcuni ambiti di necessità:
-    animazione e relazione con persone anziane
-    animazione rivolta a bambini ed adolescenti
-    attività di educazione e mediazione culturale  
-    attività di segreteria
-    promotori per incontrare le imprese delle zone terremotate e proporre loro di partecipare all’iniziativa di rilancio economico “facciamoadesso.it”